In una mossa silenziosa che ha colto di sorpresa molti utenti, Disney+ ha rimosso il supporto per i contenuti 3D da Apple Vision Pro in diversi paesi europei. La notizia, emersa nelle ultime ore, rappresenta un duro colpo per chi ha investito nel costoso visore di Apple proprio per godere di un’esperienza di intrattenimento immersiva senza precedenti.

Una Funzionalità Chiave Eliminata Senza Preavviso

Apple Vision Pro è stato lanciato sul mercato con la promessa di rivoluzionare il modo in cui fruiamo dei contenuti multimediali. Tra le caratteristiche più pubblicizzate c’era proprio la possibilità di guardare film e serie TV in 3D attraverso piattaforme di streaming partner, con Disney+ in prima linea. La funzionalità 3D permetteva agli utenti di immergersi completamente nelle loro produzioni preferite, trasformando il salotto di casa in una vera e propria sala cinematografica virtuale.

Tuttavia, senza alcun annuncio ufficiale o spiegazione da parte di Disney o Apple, gli utenti europei hanno scoperto che i contenuti 3D non sono più disponibili sull’app Disney+ per Vision Pro. La rimozione è avvenuta silenziosamente, lasciando molti proprietari del visore delusi e confusi.

Quali Paesi Sono Coinvolti

Secondo le prime segnalazioni, la rimozione del supporto 3D riguarda diversi paesi europei dove Apple Vision Pro è stato recentemente lanciato. Tra questi figurano Germania, Francia, Regno Unito e Italia. Gli utenti statunitensi, al momento, sembrano non essere interessati da questa modifica, mantenendo pieno accesso ai contenuti tridimensionali.

Questa disparità geografica solleva interrogativi sulle possibili ragioni dietro la decisione: si tratta di questioni legate a diritti di distribuzione? Problemi tecnici specifici del mercato europeo? O forse una strategia commerciale di Disney ancora da chiarire?

L’Impatto sugli Utenti di Vision Pro

Per molti early adopter europei di Apple Vision Pro, la visione di contenuti 3D rappresentava uno dei principali motivi d’acquisto del dispositivo, venduto a partire da 3.999 euro. La library Disney+ vanta infatti un catalogo significativo di film disponibili in formato 3D, inclusi i blockbuster Marvel, le produzioni Pixar e i classici dell’animazione rimasterizzati.

La rimozione di questa funzionalità indebolisce notevolmente una delle caratteristiche distintive del visore di Cupertino, riducendo il valore percepito del dispositivo per chi lo utilizza principalmente come strumento di intrattenimento domestico.

Il Silenzio di Apple e Disney

Né Apple né Disney hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito a questa modifica. L’assenza di comunicazioni trasparenti ha alimentato speculazioni e malcontento nella community degli utenti Vision Pro, che si aspettavano maggiore chiarezza da aziende del calibro di quelle coinvolte.

Alcuni osservatori del settore ipotizzano che potrebbero esserci complicazioni legate alle normative europee sui diritti digitali o questioni di licensing più complesse rispetto al mercato americano. Altri suggeriscono che Disney potrebbe star riconsiderando la propria strategia di distribuzione dei contenuti premium in 3D.

Cosa Significa per il Futuro della VR

Questo episodio solleva questioni più ampie sul futuro dei contenuti premium per i dispositivi di realtà virtuale e mixed reality. Se le grandi piattaforme di streaming iniziano a ridurre il supporto per funzionalità avanzate, potrebbe rallentare l’adozione di massa di questi dispositivi.

Apple Vision Pro si trova in una fase delicata del suo ciclo di vita: dopo il lancio negli Stati Uniti, l’espansione internazionale è fondamentale per il successo del prodotto. Episodi come questo rischiano di minare la fiducia dei consumatori europei che stanno valutando l’acquisto.

Conclusioni

La rimozione silenziosa del 3D da Disney+ su Apple Vision Pro in Europa rappresenta un passo indietro significativo per l’ecosistema del visore Apple. Gli utenti ora sperano in chiarimenti ufficiali e, possibilmente, nel ripristino della funzionalità. Nel frattempo, questo caso evidenzia come l’esperienza utente sui dispositivi di nuova generazione dipenda ancora fortemente dalle scelte delle piattaforme di contenuti, creando un’incertezza che potrebbe frenare ulteriori investimenti nel settore.