In una mossa che ha sorpreso molti nel settore della realtà virtuale, Meta ha annunciato che le nuove esperienze di Horizon Worlds non supporteranno più la VR. Una decisione che segna un cambiamento radicale nella strategia del colosso tech riguardo al suo progetto di metaverso, inizialmente concepito come un’esperienza esclusivamente immersiva per visori Quest.

Dal VR-first al multi-piattaforma: cosa sta succedendo

Horizon Worlds è stato lanciato nel 2021 come il fiore all’occhiello della visione metaverso di Meta, un mondo virtuale sociale accessibile esclusivamente tramite i visori Quest. L’idea era creare uno spazio dove gli utenti potessero incontrarsi, socializzare e creare contenuti in realtà virtuale. Tuttavia, dopo anni di investimenti miliardari e risultati al di sotto delle aspettative, Meta sta ora virando verso un approccio più inclusivo.

La piattaforma si sta infatti aprendo a mobile, web e console, abbandonando l’esclusività VR che l’aveva caratterizzata fino ad oggi. Questo significa che le nuove esperienze create dagli sviluppatori su Horizon Worlds potranno essere fruite senza necessariamente possedere un visore Meta Quest, ampliando potenzialmente la base utenti ma snaturando l’essenza originaria del progetto.

L’impatto sulla comunità dei creator

Particolarmente interessante è l’analisi condotta da UploadVR sugli utenti che hanno investito tempo ed energie nella creazione di venue virtuali all’interno di Horizon Worlds. Questi creator, che gestiscono spazi come club, gallerie d’arte e luoghi di ritrovo virtuali, si trovano ora di fronte a una scelta difficile: adattarsi al nuovo corso multi-piattaforma o cercare alternative.

Molti di questi creatori avevano scommesso sulla VR come futuro dell’interazione sociale digitale, sviluppando esperienze specificamente pensate per sfruttare le peculiarità dell’immersività. La presenza fisica virtuale, la gestualità naturale e il senso di “presenza” che caratterizzano la realtà virtuale rischiano di perdersi nella transizione verso piattaforme tradizionali.

Le ragioni dietro la svolta strategica

Sebbene Meta non abbia rilasciato dichiarazioni ufficiali dettagliate, le motivazioni dietro questa decisione appaiono chiare. Nonostante gli oltre 50 miliardi di dollari investiti nella divisione Reality Labs, l’adozione di massa dei visori VR rimane un obiettivo lontano. I numeri di utenti attivi su Horizon Worlds sono rimasti ben al di sotto delle aspettative iniziali.

Aprendo la piattaforma a dispositivi più diffusi come smartphone e browser web, Meta spera di raggiungere quei miliardi di utenti che difficilmente acquisteranno un visore nel breve termine. È una strategia pragmatica che, tuttavia, solleva interrogativi sulla visione originaria del metaverso come spazio immersivo e tridimensionale.

Cosa significa per il futuro della VR

Questo cambio di rotta da parte di Meta potrebbe avere ripercussioni significative sull’intero ecosistema della realtà virtuale. Se il principale promotore del metaverso VR ridimensiona le proprie ambizioni, quale messaggio arriva agli altri attori del settore e agli sviluppatori?

D’altra parte, alcuni analisti vedono la mossa come un’evoluzione naturale: il metaverso potrebbe essere un continuum di esperienze che vanno dal 2D tradizionale alla realtà virtuale completamente immersiva, con gli utenti liberi di scegliere il livello di coinvolgimento desiderato in base al contesto e alle proprie preferenze.

Conclusioni

L’abbandono del supporto VR per le nuove esperienze di Horizon Worlds rappresenta un momento di svolta nella storia del metaverso di Meta. Mentre la compagnia continua a investire nello sviluppo di hardware VR sempre più avanzato, il software che dovrebbe guidarne l’adozione si allontana dall’esclusività immersiva.

Resta da vedere se questa strategia multi-piattaforma porterà finalmente alla massa critica di utenti che Meta cerca da anni, o se rappresenti invece un’ammissione indiretta che la visione originale del metaverso VR era prematura. Per i creator e gli early adopter che hanno creduto nel progetto, inizia ora una fase di incertezza e ridefinizione del proprio ruolo in questo ecosistema in rapida evoluzione.