Una notizia che ha scosso la comunità del metaverso e del gaming sociale: Rec Room, una delle piattaforme di social gaming in realtà virtuale più popolari degli ultimi anni, chiuderà definitivamente i battenti il 1° giugno 2025. L’annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno, considerando che la piattaforma vantava ben 150 milioni di utenti registrati.
Cos’era Rec Room
Lanciata nel 2016 da Against Gravity, Rec Room si era affermata come una delle esperienze social più complete nel panorama della realtà virtuale. La piattaforma permetteva agli utenti non solo di giocare a esperienze pre-costruite, ma soprattutto di creare i propri mondi, giochi e esperienze da condividere con altri giocatori, in modo simile a quanto fa Roblox nel gaming tradizionale.
Disponibile su visori Meta Quest, PlayStation VR, PC VR e persino in versione mobile e desktop, Rec Room aveva costruito un ecosistema crossplatform che permetteva a persone con dispositivi diversi di incontrarsi e giocare insieme negli stessi spazi virtuali. Dalle partite di paintball alle escape room, dai concerti virtuali agli spazi sociali personalizzati, la varietà di contenuti era impressionante.
I numeri dietro la chiusura
Nonostante gli impressionanti 150 milioni di utenti registrati, Rec Room non è riuscita a trovare un modello di business sostenibile nel lungo periodo. La piattaforma aveva raccolto oltre 294 milioni di dollari in finanziamenti nel corso degli anni, raggiungendo una valutazione di 3,5 miliardi di dollari nel 2021, nel pieno del boom del metaverso.
Tuttavia, come molte altre realtà del settore, l’azienda ha dovuto fare i conti con una realtà di mercato più complessa del previsto. La monetizzazione di piattaforme social in VR si è rivelata una sfida ardua: gli utenti spesso preferiscono esperienze gratuite e la base di utenti paganti rimane relativamente piccola rispetto ai numeri totali.
Le ragioni del fallimento
Diversi fattori hanno contribuito alla chiusura di Rec Room. In primo luogo, la concorrenza nel settore si è fatta sempre più agguerrita: piattaforme come VRChat, Horizon Worlds di Meta e lo stesso Roblox (che ha ampliato le sue funzionalità VR) hanno eroso quote di mercato.
In secondo luogo, il mercato della realtà virtuale, pur in crescita, non ha raggiunto i numeri di massa sperati. I visori VR rimangono ancora un prodotto di nicchia e la base di utenti attivi quotidianamente su queste piattaforme è significativamente inferiore rispetto ai numeri totali di registrazioni.
Infine, i costi di gestione di una piattaforma così complessa, con server sempre attivi e moderazione dei contenuti user-generated, si sono rivelati insostenibili senza un’adeguata base di ricavi ricorrenti.
Cosa succede agli utenti e ai creator
Against Gravity ha comunicato che tutti i contenuti creati dagli utenti andranno persi con la chiusura della piattaforma. Questa è forse la notizia più dolorosa per i creator che negli anni hanno investito tempo e creatività nella costruzione di esperienze elaborate.
L’azienda ha assicurato che gli utenti che hanno effettuato acquisti in-app negli ultimi mesi riceveranno dei rimborsi, ma molti nella community lamentano la perdita di anni di progressi e creazioni.
Cosa ci insegna questa chiusura
La chiusura di Rec Room rappresenta un campanello d’allarme per l’intero settore del metaverso. Dimostra che avere milioni di utenti non è sufficiente se non si riesce a convertirli in un modello di business sostenibile. Le piattaforme social in VR devono ancora trovare il giusto equilibrio tra accessibilità, monetizzazione e coinvolgimento a lungo termine.
Inoltre, evidenzia l’importanza della proprietà dei contenuti digitali: migliaia di creator hanno perso anni di lavoro perché tutto era ospitato su server centralizzati. Forse soluzioni Web3 con storage decentralizzato potrebbero offrire maggiori garanzie in futuro.
Per chi cerca alternative, piattaforme come VRChat e Spatial continuano a offrire esperienze simili, mentre Meta continua a investire pesantemente in Horizon Worlds nonostante risultati altalenanti.